martedì 10 gennaio 2012

Venivamo tutte per mare




di 
 °•. °•. °•.   Julie Otsuka   °•. °•. °•.

,.-~*´¨¯¨`*·~-.¸-(_  Vinicio Capossela - Pryntyl   _)-,.-~*´¨¯¨`*·~-.¸

…perché sono una sirena, canto in sirenese…e sbarazzina, civettuola piena di squame dalla coda alla gola…Pryntyl slash slash smack smack glu glu…

Carina vero? Una canzoncina davvero simpatica, per cominciare con un pizzico di brio il nostro nuovo incontro letterario!

Uh a proposito di sirene, ieri sera ho finito di vedere con mio marito la filmografia di Miyazaki un “visionario del cinema” che se non l’avete mai visto non sapete cosa vi perdete… mmm ma sì che lo conoscete è il papà di Heidi! Quello del Castello errante di Howl
Ho convinto mio marito a lasciarsi tentare e ne è rimasto affascinato, dunque ieri ci siamo visti Il mio vicino Totoro.

Che cos’hanno di particolare questi film?
Oltre all’ambientazione fiabesca ed alla storia fantasiosa racchiudo in se una delicata poesia, una sfumatura ironica che riesce sempre a strapparvi un sorriso. Sono storie semplici, sono cartoni animati, ma lasciano un retrogusto di spensieratezza, di leggerezza che ci vuole proprio dopo aver ingoiato tanto amaro.

Come?Cosa c’entra la sirena? Ah già!Una delle mie preferite, fra le pellicole di Miyazaki, è Ponyo sulla scogliera, la delicata storia di un bambino, che vive su una scogliera con la madre (il padre è capitano della marina) che lavora in una casa di riposo, che un giorno raccoglie dal mare con il suo secchiello un pesce rosso dalla faccetta umana, tra i due nasce subito un’amicizia e presto il bambino Soske scopre che Ponyo è un pesce magico.  Poco dopo il mare gliela strappa via e la riporta al suo papà nel fondo dell’oceano.
Ma Ponyo non si arrende, scappa e grazie alla sua magia si trasforma in una bambina e raggiunge nuovamente Soske…ma ciò scatena un terribile tsunami…scoprirete perché guardandolo!


Ma veniamo al libro di oggiVenivamo tutte per mare” le protagoniste sono delle ragazze, che cos’hanno in comune? Stanno per sposarsi, con uomini che hanno visto solo in foto. 
Queste giovani donne devono imbarcarsi dal Giappone verso San Francisco e lì affrontare un mondo totalmente nuovo e diverso per loro: la prima notte di nozze, il lavoro sfibrante, la lotta per imparare una nuova lingua, il parto, il fatto di essere straniere e quindi emarginate e poi l’arrivo della Guerra e quindi la dichiarazione che tutti I giapponesi sono nemici…

“Sulla nave eravamo quasi tutte vergini. Avevamo i capelli lunghi e neri e i piedi piatti e larghi, e non eravamo molto alte. Alcune di noi erano cresciute solo a pappa di riso e avevano le gambe un po’ storte, e alcune di noi avevano appena quattordici anni ed erano ancora bambine. Alcune di noi venivano dalla città e portavano abiti cittadini all’ultima moda, ma molte di più venivano dalla campagna, e sulla nave portavano gli stessi vecchi kimono che avevano portato per anni – indumenti sbiaditi smessi dalle nostre sorelle, rammendati e tinti più volte. Alcune di noi venivano dalle montagne e non avevano mai visto il mare, tranne che in fotografia, e alcune di noi erano figlie di pescatori che conoscevano il mare da sempre. Forse il mare ci aveva portato via un fratello, un padre o un fidanzato, o forse un triste mattino una persona cara si era buttata in acqua e si era allontanata a nuoto, e adesso anche per noi era arrivato il momento di voltare pagina. Sulla nave la prima cosa che facemmo – prima di decidere chi ci piaceva e chi no, prima di raccontarci a vicenda da quale isola venivamo e perché eravamo partite, e anche prima di impegnarci a imparare i nomi delle altre – fu confrontare le fotografie dei nostri mariti. Erano bei giovanotti con gli occhi scuri, i capelli folti e la pelle liscia e perfetta. Avevano il mento forte. Un bel portamento. Il naso dritto e pronunciato. Somigliavano ai nostri fratelli e padri rimasti a casa, però erano vestiti meglio, con redingote grigie ed eleganti, completi tre pezzi, all’occidentale. Alcuni di loro erano in posa sul marciapiede, davanti a case di legno dal tetto spiovente con lo steccato bianco e il praticello ben curato, e alcuni nel vialetto d’accesso, appoggiati a una Ford Model T. Alcuni sedevano su una sedia dall’alto schienale rigido nello studio del fotografo, le mani giunte con compostezza e lo sguardo fisso nell’obiettivo come se fossero pronti a sfidare il mondo. Tutti quanti avevano promesso di venire a prenderci a San Francisco, il giorno del nostro arrivo al porto. Sulla nave ci chiedevamo spesso: ci piaceranno? Li ameremo? Li riconosceremo dalle foto, quando li vedremo per la prima volta sul molo?”
 °•. °•. °•. Scarica il pdf conle prime 15 pagine da Il Libraio .°•. °•. °•. 

Fatti terribilmente reali, raccontati da una donna che ha deciso di rendere una giusta testimonianza alle sue tante sorelle costrette per secoli a vivere in questi universi paralleli del dolore.
Per chi l’avesse già letto o comunque intenda cerca della ugual letteratura suggerisco anche Le Ragazze di Shangai di Lisa See, una storia molto simile che però ha come protagoniste due sorelle che ne vedono e ne subiscono di tutti i colori. Una storia forte ma con una grande lezione per noi: la tenacia e la determinazione sono la soluzione.


Chi è Julie Otsuka ?
E’ nata in California. Si è laureata in Belle Arti alla Yale University e ha conseguito un Master of Fine Arts alla Columbia University. È anche pittrice. Oggi vive e lavora a New York. Il suo primo romanzo, When the Emperor Was Divine (2002), dopo aver scalato le classifiche con duecentosessantamila copie vendute negli Stati Uniti, è considerato un classico contemporaneo: con questo libro, unanimamente giudicato dalla critica un capolavoro, Julie Otsuka ha vinto l’Asian American Literary Award, l’American Library Association Alex Award e una Guggenheim Fellowshi


Buona Lettura!
Elisa 

lunedì 9 gennaio 2012

Di Buona Famiglia



di 
°·.¸.·°¯°·.¸.·°¯°·.¸.->   Isabella Bossi Fedrigotti   <-.¸.·°¯°·.¸.·°¯°·.¸.·°


Un buon lunedì a voi che leggete!

State già cominciando a sentire i postumi delle feste?Il via vai, i pranzi e le cene, metti e togli gli addobbi? Se sono state delle feste poco movimentate per voi tanto meglio. 
Comunque oggi è lunedì e bisogna un po’ tirare il fiato anche se la maggior parte di noi è tornata al lavoro o a cercarlo il lavoro (buona fortuna a tutti, me compresa).

Per chi questo pomeriggio non ha impegni e ha deciso  di regalarsi un po’ di relax ho qualche consiglio: un drink, un bel libro “di poche pretese”, un film divertente “dei vecchi tempi” (una validissima alternativa al Grande Fratello, trasmissione altamente deprecabile ricordiamolo).

Il libro è Di buona Famiglia di Isabella Bossi Fedrigotti, un volumetto che trovai per caso in un negozio dell’usato a Cagliari, per chi già mi conosce non è una novità per chi no invece è bene precisare che a me i negozi dell’usato stanno molto simpatici perché ci si trovano un sacco di cose utili a buon prezzo che la gente invece butterebbe volentieri (tipo i libri).

Ma ne vogliamo parlare? Andiamo gridando a destra e a manca che c’è la crisi che qua che là e poi buttiamo un sacco di roba che potrebbe essere riciclata (non parlo dei bidoni della spazzatura), guardate qui ad esempio, o barattata anche perché no!

Il baratto è stato per secoli una moneta, un mezzo di scambio… perché non dovremmo riscoprirlo, visto che lo Stato non ci viene incontro allora perché non venirci incontro da soli?

Se avete un account su facebook vi consiglio d’iscrivervi a questo fantastico gruppo che pratica il baratto dove scoprirete che potreste aver bisogno di qualcosa in cambio di una delle cose che avete ammucchiato in soffitta o negli armadi e che prima o poi avreste gettato. 
Diffondiamo il baratto contro la crisi, il consumismo ed i sistemi commerciali che ci fregano sempre.

Ok, ok torniamo al libro… due sorelle: Clara e Virginia.
Lo scenario è una vecchia Italia risalente ai tempi del pre-fascismo, è un tipo di ambientazione che mi affascina sempre, perché trovo che i tempi andati siano molto interessanti, specie per chi non li ha vissuti e perché ci trovo sempre qualcosa da imparare.

Il titolo si riferisce ad una famiglia benestante, di buone maniere, con solidi principi eppure in cui aleggia molto silenzio e rancori che si accumulano. Cose che accadono più o meno in quasi tutte le famiglie. Dunque Isabella ci presenta un affresco della situazione familiare di due sorelle cresciute nello stesso modo nonostante le differenze, I cui desideri venivano soffocati, che si sono sempre poste in una muta competizione fra loro, che hanno eretto un muro di silenzio e che ritrovatesi anziane danno voce i loro pensieri, ai loro ricordi e ai loro rancori. Quindi abbiamo Clara: la pacata, saggia, riflessiva signora e Virginia irrequieta e volitiva che si è sempre sentita in trappola in quella “buona famiglia” da cui si è allontanata quanto prima.

Le due ci propongono ognuna la propria versione dei fatti occorsi negli anni di convivenza, le proprie confessioni, i propri tasselli di una vita nascosta che non era neppure immaginabile. Il tutto contornato dalle vicende della guerra che appaiono sfocate in sottofondo, degli usi e dei costumi, dei sapori dell’epoca.

E’ un libro che si legge velocemente e scorre tranquillamente come acqua tanto la narrazione ci appare naturale e concreta. Ideale per un pomeriggio in cui non ci si vuole impegnare troppo o non si hanno precisi programmi tranne quello di trascorrere qualche ora in tranquillità.



Per quanto riguarda il film vi propongo “La famiglia Passaguai” con Alzo Fabbrizi e Peppino De Filippo, una spassosissima pellicola in bianco e nero che racconta le vicende della Famiglia Passaguai che va a passare il week end al mare in una Roma cocente, quindi abbiamo la madre Margherita donna energica, petulante, col pensiero fisso che il marito possa tradirla, la figlia innamorata segretamente di un ragazzo che ha il terrore del capo famiglia e che cerca d’ingraziarselo in tutti i modi, il figlio opportunista che cerca sempre di guadagnare qualcosa da tutto e tutti, il figlio piccolino che fa le pernacchie e poi c’è lui Peppe Passaguai che cerca di accontentare tutti ma che si trova sempre in situazioni equivoche circondato da i personaggi più stravaganti. Da vedere assolutamente!

Bene, ora vado che il pranzo chiama!Fate un pensierino sulla cosa del baratto (se avete annunci da sponsorizzare, siti in proposito, forum etc… utilizzate pure lo spazio dei commenti sottostante l’articolo), vi lascio sulle voci nostalgiche di un trio femminile, sorelle non a caso, dei vecchi tempi…


°·.¸.·°¯°·.¸.·°¯°·.¸.->    Trio Lescano - Tulipan   <-.¸.·°¯°·.¸.·°¯°·.¸.·°

Buona lettura a tutti!
Elisa

sabato 7 gennaio 2012

La quinta costellazione del cuore




di 

¸.·`¯`·.¸¸.·`¯`·    Monika Peetz   ¸.·`¯`·.¸¸.·`¯`·



Buon sabato a voi cari lettori!

Prima d’iniziare questo nostro nuovo appuntamento con i libri vi voglio ringraziare per le vostre numerose visite. Spero di tenervi compagnia e di esservi perché no in qualche modo utile.

Dunque come state? Cosa v’ha portato la Befana? Qui ha portato un po’ di neve e molto ma molto vento.

Levatemi una curiosità: ma voi che fate in questi pomeriggi (più che mattinate) in cui alla sola idea di mettere il naso fuori vi si congelano i pensieri?

Io solitamente mi organizzo con varie attività tipo cucinare quei piatti con preparazione lunga e diversi ingredienti (tipo la pasta sfoglia ripiena con vari ingredienti) o le torte, guardo i telefilm che normalmente non riesco a seguire perché ci sono duemila cose da fare, leggo (c’erano forse dubbi?) m’invento diavolerie sul tema riciclaggio cercando di creare cose utili per la casa (prossimamente ne parliamo) e naturalmente ascolto la radio compagna fissa di tutti i giorni. E mi aggiorno sulle novità delle librerie. Quindi mi capite sotto l’occhio questo libro che parla di persone, di viaggio, di diari e di bugie.

E tutto questo mi riporta alla mente vecchie storie che mi hanno raccontato di persone che credevano di conoscere qualcuno, poi sono entrate in possesso del loro diario (sottolineo casualmente quindi non si sono messe a frugare di loro spontanea novità) e hanno scoperto tutta ma proprio tutta la verità. Potete immaginarvi che botta! Credete di conoscere qualcuno e poi scoprite che questo qualcuno mi ha raccontato solo balle. Classica la storia della donna che sta per sposarsi che il giorno prima scopre che lui è uno spogliarellista gay. Pazzesco?No, è vero, me l’hanno raccontato.
¯`·.¸¸.·´¯`·.¸¸.·´¯    BookTrailer   ¯`·.¸¸.·´¯`·.¸¸.·´¯

Comunque qui si parla di Judith una donna che purtroppo perde suo marito Arne e che decide seguendo il suo diario di compiere un viaggio intrapreso da lui molto tempo prima verso Santiago de Compostela. In questo viaggio si fa accompagnare dalle sue amiche: la selvaggia Kiki, la fredda Caroline, l’eccentrica Estelle e la perfetta Eva (fa molto il catalogo delle amiche di Isabella Bossi Fedrigotti…va lo mettiamo in lista così prossimamente ne parliamo).

Per loro, le amiche, si tratta di una fuga dalla routine quotidiana, di un ritorno al tempo dei pigiama party, dei campeggi, delle serate fra ragazze, ma per la nostra protagonista è molto di più.

Perché? Beh strada facendo Judith comincia a notare strane anomalie le cose che vede non assomigliano per nulla a quelle del diario, non si trovano le indicazioni, è tutto sbagliato. E’ tutto inventato.

Perché dunque suo marito le avrebbe mentito?Perchè inventare di sana pianta un diario di un viaggio che non c’è stato?
Lo scopriremo solo leggendo!

La cosa che mi attrae molto di questo libro è proprio la meta del viaggio: Santiago de Compostela che è una delle mete più gettonate per i pellegrinaggi spirituali in quanto si dice che percorrendo questa strada si ritrovi se stessi e la risposta a molti quesiti universali. Io ho letto il libro di Shirley MacLaine proprio su questo pellegrinaggio.  Davvero interessante.



¯`·.¸¸.·´¯`·.¸¸.·´¯   Chi è Monika Peetz?  ¯`·.¸¸.·´¯`·.¸¸.·´¯
 Ha studiato germanistica, scienze delle comunicazioni e filosofia all’università di Monaco di Baviera. Dopo alcune collaborazioni nel campo della pubblicità e dell’editoria, ha lavorato come drammaturga sia per la tv sia per il teatro. Ha scritto diverse sceneggiature per il cinema e la televisione. La quinta costellazione del cuore è il suo primo romanzo.

Bene, mi sa che debbo lasciarvi il risotto ed il pollo mi stanno chiamando… uh fra l’altro per chi non lo sapesse oggi gli Addams compiono 100 anni perciò AUGURI!!!


¸.·`¯`·.¸¸.·`¯`·  Youssou N'Dour con Neneh Cherry - 7 Seconds   ¸.·`¯`·.¸¸.·`¯`·


Buon pranzo e Buona lettura!
Elisa

venerdì 6 gennaio 2012

Il colore della memoria



di 
Care Santos

Un buongiorno a voi lettori,
a quanto pare oggi vi scrivo in diretta dall’occhio del ciclone, non so da voi ma qua c’è una bufera incredibile. Mi sono svegliata alle 4 del mattino in seguito al rumore dello stendino di plastica lanciato contro la ringhiera del balcone, e per un buon minuto mi sono ritrovata a chiedermi se i Maya non si fossero sbagliati sulla data.

(Quella dei Maya rimane per me al di là delle battute una colossale cretinata, la fine del mondo intendo).

Vabbè calmiamo un po’ gli animi, mettiamo su una bella canzone, come questa: 

°·.¸.·°¯°·.¸.·°¯°·.¸.->   Take a message di Remy Shand   <-.¸.·°¯°·.¸.·°¯°·.¸.·°

un po’ vecchiotta  ma decisamente d’effetto.


(¯`·.¸¸.-> °º     PRIMO CAPITOLO   º° <-.¸¸.·´¯)


Il primo capitolo che vedete qui sopra è quello del libro che trattiamo oggi: Il colore della memoria.
Il titolo e quelle poche righe che ho letto quando lo vidi per la prima volta sulla rivista del Libraio mi catturarono subito! 


Una casa piena di stanze e di misteri… nella vostra infanzia c’è una casa simile?A me è capitato in visita da qualche parente magari. Ebbene dietro ogni porta c’è quasi un mondo a sé che riguarda la famiglia che la abita. Le case antiche in special modo sono senz’altro le più affascinanti.

In questo romanzo abbiamo un quadro realizzato da tale Amadeo Lax che ritrae la splendida moglie che lo abbandonò e che suscita la curiosità della nipote Violeta Lax che riceve improvvisamente una lettera da una sconosciuta italiana che vuole parlarle della sua famiglia. Questa prima di partire per l’Italia decide di fermarsi a Barcellona nella sua casa d’infanzia qui iinizia una sorta di viaggio nel tempo in cui tassello dopo tassello riesce a mettere insieme il mosaico della sua famiglia scoprendo i gesti quotidiani, le passioni, i delitti…

Mi attira un sacco! 
Mi fa pensare a questa serie che sto seguendo Downton Abbey che parla di una tenuta inglese, Downton per l’appunto, in cui si svolgono le vicende della famiglia Graham e dello stuolo di domestici con rivalità, amori e tanti segreti, ognuno se li porta dietro alcuni leggeri altri terribili che non possono essere rivelati e tutti sono disposti a tutto pur di proteggerli.


E poi le ribellioni delle figlie nobili, gli intrighi, gli arrivismi, l’ambizione… tutto da gustare! Immaginate un po’ una storia alla Jane Austen però versione telefilm! Se non l’avete ancora visto non perdetevelo!




Buona lettura e Buona Befana a tutti!
Elisa

giovedì 5 gennaio 2012

Zia Antonia sapeva di menta



 di 

°º"°¨¨°(_.·´¯`·«¤°   Andrea Vitali  °¤»·´¯`·._)°¨¨°º


Ben ritrovati amici lettori!

Come vedete abbiamo traslocato e io non ho ancora tolto gli addobbi di Natale, ma del resto la Befana è domani perciò me li godo almeno un altro po’.
Quindi scusate il caos, gli scatoloni, gli attrezzi i mobili in giro…devo finire di arredare :p

Ovviamente il primo scatolone aperto è quello dei libri…eh sì, ce ne sono davvero tanti, ognuno di essi contiene davvero tante meraviglie. Mano sugli occhi a mo’ di mosca cieca pesco dentro e…AndreaVitali e il suo nuovo libro sono i protagonisti di oggi!

Ma non vi fa un po’ di suggestione il titolo di questo libro? 
Se ci pensate questo fatto degli odori e dei profumi che caratterizzano una persona è ricorrente… io detto sinceramente non è che ci faccio molto caso… mi è capitato d’incontrare persone che profumano che so, di talco, di fiori secchi, di sapone ma stop niente di che.

Al contrario lo trovo spesso nella letteratura, mi viene da pensare al mio libro preferito (Per puro caso di Anne Tyler) in cui la protagonista Delia ricorda suo zio “che odorava di caramelle amare per la tosse” o in Il libraio di Kabul la giornalista descrive Bibigul e Lelia attraverso gli odori che amanano, la prima dolciastro come di fiori e la seconda di cucina essendo sempre relegatavi dentro.

Voi solitamente fate caso all’odore delle persone? (non parlo di puzza intendiamoci!)

Quindi dicevamo la storia di oggi ruota proprio su questo fatto, su questo personaggio, Zia Antonia, che profuma di menta.

 Il tempo è gli anni ’70 ed il luogo è una casa di riposo a Bellano in cui Antonia è ospite (fra l’altro mi ricorda un sacco una mia vicina di casa di quando vivevo a Cagliari) una vecchietta simpatica e tosta con un gran passato alle spalle.  

Tutti i giorni sono uguali, stessi gesti, stessa routine…ma un giorno nella camera di zia Antonia c’è un odore nuovo, non menta ma aglio. 
E’ suo nipote ad accorgesene: Ernesto Cervicati.

Qualcuno evidentemente è andato a trovare la zia…ma chi? E cosa vorrà da una povera vecchietta?Che legame c’è con il suo passato? A a che fare con la sua eredità?
 Ernesto è pronto per ascoltare la storia della zia di cui non sa nulla. E non è il solo.
«Invisibile ma presente. Inconfondibile. Solo lui era così. E sembrava impossibile che fosse lì dentro. Eppure… Entrato nella stanza, Ernesto Cervicali si era improvvisamente fermato davanti a quelmuro fantasma, ma dotato di una sua solidità. Aveva annusato. Una, due, tre volte, tirando su discretamente con il naso. Non c’era da sbagliarsi era odore di aglio. Aglio, confermò tra sé muovendo appena le labbra. Poi fece due passi verso il letto. Guardò zia Antonia, le coperte tirate fin sotto il mento. Sembrava morta. Di più. Sembrava che di lei non esistesse che la testa, sotto le coperte nient’altro. L’Ernesto non si spaventò, quell’impressione l’aveva avuta già altre volte. Sapeva come fare per scacciarla: bastava guardare le labbra della zia. Esangui, vibravano spinte da un respiro tranquillo. Dormiva. Molleggiando sulla punta dei piedi, l’Ernesto si avvicinò ancora un po’. E cominciò a percepire quell’altro odore. Familiare, una carezza. Inspirò profondamente. Poi si chinò verso il viso della zia. Il suo alito sapeva di menta. Come sempre. Zia Antonia sapeva di menta.»
Sembra un libro molto interessante! Ci sono tanti squisiti ingredienti: mistero, odori, sapori, persone particolari che catturano la curiosità.

Oh, il cielo si sta oscurando di nuovo e dire che queste giornate iniziano sempre con il sole! Si sta mettendo un’atmosfera da brivido…brrrr…uh se ci penso, ieri ho visto il Tredicesimo apostolo che, da non amante delle fiction italiane, debbo dire mi è piaciuto e mercoledì mi guarderò le altre due puntate!

A fra l’altro stasera c’è l’ultima puntata della trilogia di Sherlock (il telefilm) ve lo guardate? 
Fatemi sapere!

Buona lettura e buone feste!!!
Elisa

 ps: vi piace il nostro albero di natale?

°º"°¨¨°(_.·´¯`·«¤°    The Puppini Sisters - Boogie Woogie Bugle Boy   °¤»·´¯`·._)°¨¨°º